Segnaletica stradale: ecco le peculiarità dei segnali orizzontali e verticali

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Impossibile non avere bene in mente quello che rappresenta per la vita di tutti i giorni la segnaletica stradale. Esistono dei segnali stradali di tipi differenti, ma la principale distinzione è quella che intercorre tra la segnaletica verticale e quella orizzontale.

È fondamentale avere bene in mente i confini tra queste due categorie, in maniera tale da saper riconoscere alla perfezione e con precisione le caratteristiche più importanti di ciascun segnale. È chiaro che chi ha un’adeguata formazione in tal senso ne beneficia in riferimento alla sicurezza, ma non solo per chi si mette ogni giorno alla guida, ma anche per tutti coloro, come ad esempio i pedoni piuttosto che i ciclisti, che affrontano ogni giorno dei percorsi stradali.

Le peculiarità dei segnali stradali verticali

È fondamentale prestare sempre la massima attenzione alla segnaletica stradale, anche in riferimento all’installazione. Ecco spiegato il motivo per cui la cosa migliore da fare è quella di fare affidamento sempre e comunque ad aziende affidabili e con un alto livello di esperienza nella produzione di ogni tipo di segnaletica stradale.

All’interno della categoria della segnaletica verticale troviamo sicuramente i segnali di pericolo, senza dimenticare anche quelli di indicazione, di prescrizione e integrativi. Il primo segnale che fa capo a questa categoria e che è stato impiegato negli anni passati era quello che raffigurava il passaggio a livello. Con il passare del tempo, i segnali verticali sono diventati sempre più usati e diffusi, dal momento che si è compresa in maniera sempre più evidente la grande importanza di segnalare le svolte, le direzioni e le distanze.

Quali sono le caratteristiche principali dei segnali orizzontali

La segnaletica orizzontale è quella che è formata da parte di scritte oppure di strisce che sono presenti a livello della strada. La funzionalità principale è quella di trasmettere un’indicazione, ma in modo particolare sono dei cartelli che consentono di regolare in maniera più agevole la circolazione di auto piuttosto che di persone. Se prima dell’anno spartiacque, ovvero il 1992, la segnaletica orizzontale veniva evidenziata applicando dei segni sulla carreggiata. In seguito, il codice della strada ha modificato la propria denominazione.

Quali sono i segnali più utilizzati

Scendendo un po’ più nello specifico, all’interno della categoria della segnaletica verticale troviamo i segnali di pericolo, che sono quelli maggiormente diffusi. Tra le principali caratteristiche troviamo il fatto di una forma triangolare, con un vertice che è portato a indicare verso l’alto. Nella maggior parte dei casi, le norme indicano anche i punti esatti in cui vengono collocati, ovvero a 150 metri dal punto in cui parte il pericolo.

Tra gli altri segnali verticali che sono maggiormente diffusi troviamo anche quello che ha la funzione di limitare la velocità in riferimento agli automobilisti che viaggiano sulle varie strade, ma troviamo pure i cartelli di divieti di sosta e di fermata, ma anche quelli che stanno a indicare un posto di blocco oppure le varie frecce direzionali.

Spostando l’attenzione sulla segnaletica di indicazione, in modo specifico si può porre l’accento su tutti quei cartelli che presentano una tipica colorazione verde, che stanno a indicare le autostrade, mentre quelli in blu sono legati alle strade extraurbane e anche i cartelli di colore marrone, che invece hanno come scopo principale quello di indicare le località più diffuse e apprezzate in ambito turistico.

La segnaletica maggiormente diffusa nell’ambito della categoria orizzontale è rappresentata da tutte quelle strisce che stanno a indicare un attraversamento pedonale e, nella maggior parte dei casi, il colore che viene impiegato è il bianco. In questa categoria troviamo anche le strisce di mezzeria, ovvero quelle linee bianche che stanno a indicare la parte centrale della carreggiata.