| Home Page > Concept Cars History > I prototipi dell'Est (I) |
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Negli anni della guerra fredda il panorama automobilistico dell'Est europeo era decisamente deprimente.
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| TRABANT (DDR) |
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Nel 1961 la Trabant provò a studiare, insieme alla consociata Wartburg un nuovo modello, di categoria superiore.
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Intorno alla metà degli anni '60 si cercò di attualizzare il concetto di "auto del popolo" studiando una evoluzione della P-601.
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Negli anni 70, nel tentativo di rinnovare l'immagine della "Trabi" venne studiata, insieme con la Skoda che forniva il motore 4 cilindri di 1000 cc, una carrozzeria a due volumi con portellone vagamente somigliante a certe Austin, la P-602 V, che rimase tuttavia solo un prototipo. |
Nel 1979 l'ennesimo tentativo di rivitalizzare la ormai vetusta P-601 sfocia nel prototipo P-610, una due volumi con carrozzeria sempre in plastica e con motore Skoda da 48 CV. La cronica mancanza di fondi della casa di Zwickau lascerà anche questo modello allo stadio di semplice prototipo. |
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| WARTBURG (DDR) |
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L' unica alternativa che i cittadini della Germania Orientale avevano per la propria mobilità privata, oltre alla Trabant, era la Wartburg.
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Nel 1969 le piacevoli, ma costose beline tedesche devono essere rimpiazzate, per volere della direzione comunista, da un modello più economico, facile da costruire e soprattutto da gestire. Nasce così la "353", una tre volumi dalle linee piatte, decisamente meno gradevole della produzione precedente.
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La 360, realizzata nel 1973-74, fu un altro tentativo di evolvere la 353. Le novità erano numerose. Si introduceva per la prima volta la scocca portante al posto del datatissimo chassis del modello precedente. |
Nel 1976 il prototipo 360 ebbe un'altra evoluzione chiamata 610-M. Questa vettura, che venne sviluppata (inutilmente) fino al 1979, era stata studiata per ospitare due diverse motorizzazioni. Un motore 1100 di derivazione Skoda ed un 1300 derivato dalla Dacia-Renault 12.
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L'ennesimo tentativo di sostituire la 353 con un modello più accattivante (ma senza riuscirvi) fu la Wartburg P-760, soprannominata "Hängebauchschwein" ovvero "maiale panciuto".
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| MOSKVITCH (RUSSIA) |
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La Moskvitch (che tradotto significa "moscovita") è la più antica fabbrica automobilistica russa ancora in attività.
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Negli anni '60 usando il motore del modello "408" venne realizzato un prototipo di monovolume, soprattutto in vista di un utilizzo come taxi, perchè nell'ex Unione Sovietica i mezzi pubblici godevano di particolari attenzioni.
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Sempre negli anni '60, un altro istituto statale di ricerca, il NAMI, realizzò il prototipo chiamato NAMI-107 "Vasilek" ("vasilek" in russo significa "fiordaliso"), disegnato da E.V.Sabo, importantissimo in quanto fu la prima auto russa a trazione anteriore.
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Nel 1973 venne realizzato il prototipo 3-5-6. Le linee rimanevano piatte ed anonime, ma almeno nella meccanica cambiava qualcosa.
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Il prototipo C1 del 1974 aveva una carrozzeria definita "hatchback", molto simile alle Saab 900 prima serie. Il motore era sempre quello della "412" (bisognava economizzare!), ma portato a 1700 cc. e la trazione sempre posteriore. La novità riguardava le sospensioni che erano indipendenti sulle quattro ruote, con un avantreno di tipo McPherson ed un retrotreno a bracci triangolari.
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Nel 1975 venne sviluppato il prototipo C3, che altro non era che l'evoluzione dei modelli precedenti. La vettura montava sospensioni simili alle BMW dell'epoca e si narra che in fabbrica ci fosse una BMW 520 che veniva usata per test e comparazioni dinamiche.
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Alla fine degli anni ottanta e gli inizi del 1990 le vetture di tipo monovolume si stavano affermando sul mercato grazie alla Renault Espace.
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| IZH (RUSSIA) |
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La Izh (acronimo di Izhevsky mekhanichesky Zavod, ossia Fabbrica meccanica di Izhevsk), venne fondata nel 1807 e si occupava principalmente di armi e macchine industriali. Riguardo alle armi c'è da dire che questa fabbrica è tristemente nota perchè produttrice dei famigerati Kalashnikov ed in campo automobilistico non si è mai affermata per qualche modello particolare, limitandosi a produrre vecchie Moskvitch nei primi anni e poi modelli propri del tutto anonimi.
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Questo prototipo denominato Ogonyok, ma anche conosciuto come NAMI 048 (dall'istituto di ricerca che l'aveva progettato), doveva rappresentare nel 1958 l'inizio della produzione automobilistica della IZH. Un semplice veicolo polivalente, adatto alle esigenze di trasporto locale, economico, facile da gestire e robusto. Il motore era un bicilindrico boxer di 750 cc. da 22 cv e la trazione era integrale.
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Nel 1967 venne progettato dall'istituto russo di design "VNIITE" un prototipo denominato TE. Le linee a metà tra il coupè e la giardinetta ricordano il prototipo Dunja di Sessano degli stessi anni. |
Un esempio di prototipo dalla linea sportiva del quale però non ci sono notizie certe. Alcune fonti lo citano come IZH 19. |
Del 1974 è la IZH 14, un fuoristrada 4x4 molto simile alla Lada Niva. |
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| FSO (POLONIA) |
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Dopo un inizio contrassegnato dalla rivisitazione di vecchie berline russe, denominate "Warszawa" (da Varsavia) che altro non erano che le vetuste "GAZ M-20 Pobjeda" e durato fino al 1968, la FSO (acronimo di Fabryka Samochodòw Osobowych) cominciò a produrre quella che per moltissimi anni è stata la sua auto più importante e che le ha dato una certa popolarità anche in occidente: la "Polsk-Fiat 125".
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Un tentativo di aggiornamento delle vecchie vetture russe fu questo prototipo, la Warzsawa 210 che a fronte di una meccanica ancora derivata dalle solite Gaz vantava una carrozzeria di stile occidentale, disegnata dalla Ghia. Rimase un prototipo perchè evidentemente ritenuta troppo costosa.
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Dopo le auto russe la FSO cominciò a produrre vetture in proprio. Anche se con finanziamenti limitati e con materiale quasi di riciclaggio (visto che nella versione originale veniva spinta addirittura da un bicilindrico 750 a 2 tempi nato per muovere le pompe delle autocisterne dei vigili del fuoco), nacque la Syrena, una vettura a basso costo e modeste pretese.
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Della 125-P dal 1968 in poi vennero realizzate numerose versioni ed anche degli studi molto interessanti. Uno di questi fu la 125-P Coupè, una versione sportiva dalle linee che ricordano un poco le sportive di derivazione Fiat fatte dai carrozzieri in quegli anni, anche se la coda lascia alquanto interdetti. Il motore era lo stesso 1500 cc della berlina, ma potenziato fino a 90 CV.
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Probabilmente con l'aiuto della Fiat venne realizzata questa Coupè, che deve aver fatto sognare molto i polacchi per le sue linee vagamente simili alla Lancia Beta Montecarlo. I sogni rimasero tali ed il pubblico dell'Est dovette accontentarsi dalla 125-P ancora per molti anni.
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| FSM (POLONIA) |
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La FSM, (acronimo di Fabryka Samochodow Malolitrazowych), da non confondere con la FSO, era una casa automobilista che aveva sede a Bielsko Biala e che deve la sua popolarità alla versione (polacca) della Fiat 126.
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la Fiat 126 fabbricata in Polonia differiva da quella italiana soprattutto nella meccanica. Montava infatti un motore di 700 cc. raffreddato a liquido e coricato su di un fianco (il cosiddetto posizionamento "a sogliola"), in modo da consentire la realizzazione di un sia pur minimo portabagagli.
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Un'altra versione fu la 126 Giardinetta, che seppure di linea piacevole non vide mai la linea di produzione, probabilmente per i soliti - cronici - problemi di finanziamenti.
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Sicuramente le evoluzioni più interessanti furono i prototipi della 126 a motore anteriore e trazione anteriore.
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| BOSMAL-FSM (POLONIA) |
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