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.::  TORINO WORLD DESIGN CAPITAL: DREAM   ::.

Torino World Design Capital presenta Dream, un’indagine sull’auto del futuro dal 1950 ad oggi.

Il 18 Settembre 2008 è stata presentata alla stampa a Torino Esposizioni, su una superficie di 14.000 metri quadri, sotto la stupenda volta del Padiglione Nervi concepita come una sorta di “basilica” dedicata alla tecnologia, “Dream”, mostra sulle vetture da sogno e sulle concept car espresse dalle Case, dai Centri Stile dei Carrozzieri, dai laboratori free lance del territorio torinese dagli anni ’50 ai nostri giorni.

Relatori: Andrea Bairati, Vice-Presidente del Comitato Organizzatore di Torino 2008 World Design Capital e Assessore regionale alla Ricerca, Innovazione, Industria ed Energia; Alessandro Barberis, Presidente della Camera di commercio di Torino e Giuliano Molineri, coordinatore del Comitato Scientifico della mostra.

Nell’anno in cui Torino celebra il titolo di prima Capitale mondiale del Design assegnatole da Icsid, l’Associazione mondiale del Disegno industriale, non poteva mancare una grande mostra dedicata al car design, che costituisce una delle eccellenze del territorio piemontese. L’esposizione, realizzata con il sostegno della Camera di commercio di Torino e in collaborazione con il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino, costituisce l’ultima parte di una Trilogia dedicata al mondo dell’auto che si è aperta lo scorso novembre con Novecento, esposizione dedicata all’evoluzione dello stile in campo automobilistico nell’ultimo secolo, e proseguita in aprile con Velocità, che ha indagato la narrazione dell’avventura dell’uomo alla continua ricerca del traguardo irraggiungibile.

La curatela è stata affidata ad un Comitato scientifico composto da un pool di esperti del settore (Pietro Camardella, Nevio Di Giusto, Leonardo Fioravanti, Rodolfo Gaffino Rossi, Roberto Piatti, Lorenza Pininfarina, Lorenzo Ramaciotti e Paolo Tuminelli) coordinati da Giuliano Molineri, già Direttore Generale di Giugiaro Design per 20 anni e fine conoscitore del mondo dell’autoveicolo. E’ stato inoltre istituito un Comitato d’Onore composto da Sergio Marchionne, Giorgietto Giugiaro e Paolo Pininfarina, subentrato al fratello Andrea, tragicamente scomparso il mese scorso. E proprio ad Andrea Pininfarina il Comitato Organizzatore di Torino 2008 World Design Capital, in accordo con tutte le istituzioni coinvolte, ha deciso di dedicare la mostra.

“Questa mostra testimonia la grande vocazione alla ricerca e all’innovazione che il nostro territorio ha espresso e continua ad esprimere nel settore del car design che costituisce uno degli asset strategici per lo sviluppo di Torino e del Piemonte – ha dichiarato Andrea Bairati. Un settore, quello dell’automotive, che vede coinvolto attivamente anche il mondo della formazione piemontese, dal Politecnico agli Istituti di Design, che da sempre costituiscono un serbatoio di giovani talenti per le aziende del territorio”.

"Dream" - uno dei “main events” di Torino 2008 World Design Capital - compie un excursus sui quasi 60 anni di creatività passati a convincere il mondo dell’auto - e il pubblico dei consumatori - ad accettare nuovi stilemi, a richiedere nuovi requisiti prestazionali e di sicurezza, a concepire formule capaci di adattare l’abitacolo ai molti utilizzi richiesti dalle professioni e dal tempo libero.

Alessandro Barberis motiva così la scelta della Camera di commercio di sostenere l'evento: "I numeri parlano chiaro: in Piemonte nel settore automotive contiamo circa 950 imprese, 108mila dipendenti e risultati migliori rispetto al resto d’Italia, con una crescita del fatturato nel 2007 di oltre il 9%. La nostra regione è una capitale, grande e storica, dell’automobile, del design e dello stile italiano. Non poteva esserci, dunque, sede migliore di Torino per raccontare il sogno dell’auto. E non poteva esserci tempo migliore: l’anno in cui la nostra città è Capitale Mondiale del Design".

Sono 54 gli esemplari unici scelti e centinaia i reperti (modelli in scala, schizzi, disegni, progetti) per significare questo incessante mutare dei gusti, dei parametri estetici e dei contenuti tecnici dal secondo dopoguerra ai nostri giorni. Il visitatore avrà modo di verificare come gli anni ’50 e ‘60 siano stati decisamente brillanti per creatività, ma anche per esaltazione di saperi progettuali avviati nel nostro Paese sin dagli albori del Novecento.

Il modello di berlinetta sportiva Fiat 8V realizzato nel 1954 con carrozzeria in fiberglass su disegno di Fabio Rapi è un esempio significativo di questa cultura e di questa visione “europea” dell’auto elegante. Negli stessi anni il nostro Paese ha subito il fascino del “sogno americano”. La dimensione come espressione della potenza e del successo, l’esaltazione dei cofani, delle calandre, dei parafanghi e delle pinne, dei cromi e degli orpelli a solcare la strada come fosse il cielo o il mare.

Il modello Gilda costruito nel 1955 dalla Ghia su disegno di Giovanni Savonuzzi – che la battezzò così in omaggio all’attrice americana Rita Hayworth - appare come l’emblema dello spensierato ottimismo di quei tempi giuntoci con qualche ritardo da oltreoceano anche attraverso il cinema e la letteratura. Lo straordinario esemplare, oggi patrimonio di una collezione californiana, torna dunque a Torino e sarà certamente oggetto di affettuosa curiosità da tutto quel mondo di giovani e appassionati attratti dai fenomeni evolutivi nel car design.

Fra le tematiche sviluppate da “Dream” meritano una citazione particolare quelle rivolte alle ricerche aerodinamiche degli anni ’50 promosse da Alberto Morelli e dal Politecnico di Torino e sviluppate in seguito dalla Pininfarina che portarono alla costruzione della Galleria del Vento di Grugliasco (entrata in pieno esercizio dal 1972). Questa attenzione ai requisiti della penetrazione del veicolo nell’aria e alla conseguente riduzione dei consumi, riprende gli studi attivati in Europa specie in Germania e confermano le intuizioni della ricerca nostrana molti anni prima dello scoppio della crisi petrolifera causata dalla guerra del Kippur.

Dalle dream car a forma di semiguscio come la Modulo di Pininfarina – vera icona della Mostra - ai prototipi a forma di cuneo, bassi, incollati a terra, che hanno espresso capolavori come le Carabo e la Lancia Stratos Prototipo di Bertone e la Manta di Italdesign Giugiaro, si è passati alle masse dai profili e dalle sezioni morbide che si avvicinano a quelle forme “pure”, teoriche che costituiranno la referenza per progettare correttamente le auto di serie a partire dalla metà degli anni ’70.

A fine ’70 Torino lancia altri segnali innovativi in materia di architettura dell’autoveicolo. La forma – presente negli studi del Conte Revelli di Beaumont - si sviluppa in altezza con la Megagamma del 1978 di Italdesign Giugiaro con pianale piatto e sedili scorrevoli in seconda fila e introduce in Europa la tipologia delle Monovolume e dei VAN poi ripresa da Giappone e Francia.

Lo spazio generoso – a volte anche al di sopra delle righe – diventa uno dei segnali di “status” capaci di attrarre ampi segmenti di consumatori. Al sogno del macro fa da contraltare il desiderio di ricorrere al piccolo, alla city car, per risolvere il problema che si fa sempre più invadente del traffico e della mobilità che presto si affianca a quello della riduzione del tasso di inquinamento mediante il ricorso alle energie pulite e rinnovabili.

La panoramica di “Dream” si chiude confermando come i centri di design torinesi siano protesi ad approfondire i sistemi ibridi, elettrici e la risorsa dell’idrogeno come soluzioni evolutive accostate al continuo affinamento delle tecnologie e dei processi produttivi. Gli esemplari unici Sintesi di Pininfarina, Quaranta di Giugiaro e Hidra di Fioravanti sono le ultime proposte lanciate il marzo scorso al Salone di Ginevra.

La ricerca politecnica, incoraggiata dalle Istituzioni locali e regionali mantiene il proprio ruolo di fiancheggiatrice e partecipa a progetti misti che vedono coinvolti il Centro Ricerche Fiat, la Facoltà di Ingegneria dell’Autoveicolo, le scuole di car design di Torino, il M.I.T. di Boston, Atenei europei e lo Studio Torino Design.

L’auto da sogno si è fatta concept, indaga territori e scenari urbani complessi per far sì che l’autoveicolo come mezzo individuale per il lavoro, lo svago e il tempo libero sappia conciliarsi con le necessità sempre più precise della vita in comunità e con la salvaguardia dei parametri ambientali.

Info tecniche:
ORARI:
martedì-domenica 10-18.30
lunedì chiuso

INGRESSO
Intero: 7 Euro
Ridotto: 5 Euro
Scuole: 2 Euro

Per informazioni e prenotazioni:
www.torinoworlddesigncapital.it - Tel. +39 011 218213
www.museoauto.it - Tel. +39 011 6599872; 011 677666/7; 011 6502251


GALLERIA FOTO.




  


  


  
Testo e foto: Ufficio stampa: Torino 2008 World Design Capital
 
 
Si ringrazia il Sig. Stefano Fassone dell'Uffico Stampa del Torino 2008 World Design Capital per la cortese collaborazione.




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