L'idea di base di tutte le concept cars, oggi come in passato, è la ricerca. Questa può essere
finalizzata ad un semplice studio di stile per sviluppare nuove linee e nuove tendenze, studiare
il modo di rendere le vetture di domani più sicure o ricercare combustibili alternativi per
ridurre le spese di gestione.
Da alcuni anni ha rivestito sempre più importanza lo studio dello spazio interno,
per garantire una sempre migliore abitabilità e migliorare la sicurezza attiva e passiva.
La Plancia.
La Volkswagen Maggiolino degli anni 60 aveva un unico quadrante al cui interno erano
raggruppati pochi indicatori, grossa mancanza era la spia della benzina.
Molti passi
sono stati fatti da allora e oggi i cruscotti assomigliano sempre di più al centro comandi
di un aereo.
Ci sono indicatori per tutte le funzioni dell'auto, computer che controllano il
perfetto funzionamento della vettura da ferma o in moto, navigatori satellitari, e sensori
disseminati un po' ovunque.
Esemplificativo il caso della concept Filo di Bertone nella quale sono spariti il volante,
la pedaliera e la leva del cambio, sostituiti da una cloche sulla quale sono raggruppati tutti
i comandi.
Nel caso della concept Nea, il computer di bordo prende il controllo del veicolo
nei casi di emergenza e gli si può "parlare" impostandogli a voce i vari comandi.
Le dream car degli anni sessanta impallidiscono al confronto...
L'Abitacolo.
Se negli anni sessanta e settanta veniva privilegiato l'aspetto motoristico di un'auto e le
divagazioni principali erano basate sul coefficiente di penetrazione. Oggi l'automobile è vista
più come spazio abitativo, per la famiglia, per il manager o anche solo per il tempo libero,
proprio come se fosse un'estensione della propria casa. L'automobilista di oggi vuole ritrovarsi
in un ambiente familiare e confortevole.
Ecco allora che le vetture diventano sempre più
abitabili e poco importa se per trovare centimetri preziosi l'auto si sviluppa in verticale,
somigliando sempre più ad un monolocale su ruote, l'importante è viverci bene.
Si è dovuto trovare spazio per i numerosi airbag, sacrificando il vano portaoggetti del lato
passeggero e vani sulle portiere, ma in compenso sono saltate fuori numerose "tasche"
disseminate un po' dovunque.
Nelle monovolume o nei SUV di gamma alta sono comparsi anche
video per i sedili posteriori con la possibilità di gustarsi un bel film o giocare con il
computer.
Ci fosse anche la caffettiera non scenderemmo più dall'auto...
I materiali.
Tradizionalmente, i pannelli del cruscotto sono composti da molti componenti separati che
hanno bisogno di essere dipinti e tenuti insieme con lamine di acciaio che servono anche da
ancoraggio della parte posteriore del cruscotto.
Oggi, grazie alle nuove tecnologie e ai nuovi materiali, i pannelli del cruscotto sono
fatti in resine particolari come l'ABS (acrilonitrile-butadiene-stirene), in policarbonato o in polipropilene. Queste materie
plastiche permettono disegni complessi e sono molto più semplici da lavorare, inoltre non
hanno bisogno di giunture e possono essere lavorate già dipinte. Questo fa si che si abbia un
notevole risparmio in termini di costi e di ore lavorative, oltre ad un considerevole risparmio
di peso, non avendo più bisogno di appoggi in acciaio.
Per i tessuti c'è una tendenza all'uso di materiale "organico", pelle, oppure tessuti che sono
rilassanti al tatto, morbidi come le poltrone di casa. Una ricerca in tal senso viene dall'uso
di fibre naturali e acriliche e molti studi si stanno facendo in questa direzione.
Molta importanza ha anche il target di persone a cui è diretta l'auto, quindi è facile trovare
tessuti meno sofisticati sulle citycar o sulle berline, mentre troviamo l'alcantara e la pelle
sulle auto di lusso. Viene fatto anche uso di materiali come il cuoio o i tessuti scamosciati
che sono morbidi e danno un senso di "vissuto" all'interno.
Temi e colori.
Oggi i temi sono più liberi e meno vincolanti che in passato. Temi naturali, con colori che
riflettono gli elementi della natura o temi che richiamano la tradizione culturale del paese
costruttore.
L'esempio è l'interno della Nissan Chappo, che interpreta il tema di un tearoom
tradizionale e incorpora un disegno ispirato alla tessitura dei tatami tipici del Giappone.
Infatti tutto all'interno della Chappo deve dare la sensazione di una "stanza su ruote".
Altri costruttori si ispirano a temi più convenzionali, come possono essere i patchwork o
disegni astratti con linee e punti in sequenza, che richiamano il tema della vettura,
integrando così il design interno a quello esterno.
Giustificato quindi il fatto di abbinare al team di designers anche sociologi e
psicologi che hanno il compito di indirizzare le scelte in tema di disegno.
Gli studi fatti sui colori e sulla loro influenza sull'animo umano ha portato ad un deciso
spostamento verso tonalità che richiamano ad elementi naturali, come l'erba, il cielo,
la terra, il mare, le nuvole, il sole. Tonalità rilassanti, niente più rossi accesi
(come la Fiat 127 del 1975), niente più nero cupo, ma sfumature di grigio con inserti
in metallo, che enfatizzano il carattere della vettura, oppure effetti bitonali, nero
su grigio, rame su antracite oppure rosso su bianco.
© 2004 Buonocunto Mario
Illustrazioni:
Lancia Nea
Bertone Filo
Creative Studies Student's Concept Car
Nissan Chappo
|