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.::  STORIA DEI PROTOTIPI CORVETTE - PARTE 2  ::.

1965

1965 Mako Shark II / XP-830

Aprile 1965, Salone Internazionale di New York:
La Mako Shark II viene presentata al pubblico.
La prima conseguenza sarà la rinominazione della Shark del 1961 in Mako Shark I (una incongruenza temporale), la seconda sarà direttamente visibile sulla versione 1968 della Corvette di serie che erediterà numerosi particolari da questa show-car.
La Mako Shark II è stata studiata e realizzata dall'ormai collaudato due Mitchell - Shinoda.


1968

1968 AstroVette I

Nel 1968 viene presentato uno spider aerodinamico basato su telaio Corvette del 1968. E' la AstroVette I e celebra le missioni N.A.S.A. nello spazio, come dimostrano gli stickers incollati alla carrozzeria.
Esteticamente somiglia alla show-car Astro I basata su telaio Corvair ed esplora in modo estremo gli effetti dell'aerodinamica applicati ad una vettura sportiva.


1968 Astro II / XP-880

Sempre del 1968, la Astro II, è più classica nelle forme.
La disposizione del motore sull'asse posteriore fece pensare ad una possibile utilizzazione di questo sistema per la futura serie della Corvette. Ma tutto rimase a livello di studio.


1969

1969 Manta Ray

"Fare del nuovo utilizzando il vecchio".
Un motto che alla General Motors era molto in voga. Infatti il prototipo Manta Ray non è altro che una Mako Shark II ristilizzata e rinominata.


1970


1970 XP-882

Un altro esperimento di motore posteriore, stavolta montato trasversalmente, fu il prototipo XP-882 su telaio della Corvette del 1968, data di inizio del progetto.
Il general manager della GM dell'epoca, John DeLorean, bocciò l'idea ed il progetto XP-882 non lasciò mai i sotterranei dell'ufficio stile.

Nel 1970 De Tomaso, allora legato alla Ford, presentò la Pantera, una coupè sportiva dalla linea affascinante. La General Motors punta nel vivo si ricordò di avere una coupè altrettanto bella e riesumò il progetto XP-882 per presentarlo al Salone di New York.
La vettura non sarà comunque prodotta. Almeno non in quella forma, perchè del progetto XP-882 se ne parlerà ancora, in quanto verrà usato per altre show-car fino al 1976.


1973

1973 XP-895

Nel 1973 venne presentata una versione ristilizzata della XP-882. Disegnata dallo staff di Charles M. Jordan e William L. Mitchell, la XP-895 era destinata a ricevere il motore rotativo Wankel, all'epoca molto in voga.
Sarà invece convertita al motore posteriore.
Di quest'auto ne venne presentata anche una versione in alluminio nel 1974.


1973 XP-882 Four-Rotor

Finalmente viene presentata la versione a motore rotativo Wankel della XP-882, la Four-Rotor, con una potenza di ben 350 cv!
Il design è attribuito a Vinnie Kay e Jerry Palmer.

All'epoca vi sono stati molti studi sul motore rotativo, perchè lo si riteneva meno costoso e molto affidabile.
Molti gli esperimenti fatti dalla Mazda, dalla NSU con la Ro80 ed anche dalla Citroen con la GS Birotr, ma alla fine questa tecnologia venne abbandonata da tutti, un po' per i costi ed un po' per la sua fragilità. Oggi solo la Mazda produce una vettura con motore rotativo Wankel.

Lo studio della XP-882 Four-Rotor verrà abbandonato da lì a poco: Neanche un colosso come la General Motors ci ha creduto abbastanza.


1973 XP-897 GT Two-Rotor

Altro studio sul tema Wankel fu la XP-897 GT Two Rotor, disegnata da Clare MacKichan sotto la supervisione di Bill Mitchell.
Costruita dalla Pininfarina, secondo alcuni questo prototipo, aldilà del motore Wankel, prefigurava la futura serie di Corvette.


1973 XP-898

Sempre del 1973 è lo studio XP-898, con carrozzeria in fibra di vetro. Il progetto mostra significative indicazioni sulla futura Corvette C4 che apparirà solo 10 anni più tardi.
Un buon esempio di lungimiranza stilistica.


1976

1976 XP-882 Aerovette

Il prototipo Aerovette viene costruito sul telaio della Xp-882 a motore rotativo del 1973, ma stavolta si opta per un buon vecchio e affidabile V8 "small block".


1984

1984 Bertone Ramarro

Dopo un po' di anni di anonimato, la Corvette viene ripresa da Bertone, che ne da una sua interpretazione con il prototipo Ramarro.
L'auto viene presentata alle Olimpiadi del 1984 che si disputano in America, sempre con la segreta speranza di accattivarsi il pubblico americano.
Ma i risultati saranno modesti, l'auto otterrà solo il "Car Design Award", premio indetto dalla rivista Auto & Design.


1986

1986 Corvette Indy

Sotto la direzione di Irving Ribicky, capo del Design GM dal 1977 al 1986, nasce questo prototipo di berlinetta a motore centrale, la Corvette Indy.
Il telaio in travi realizzato in fibra di carbonio ed il motore nascono in collaborazione con la Lotus.

Lo stile si ispira al tema "Bio Design", molto in voga in quegli anni, niente angoli e niente spigoli vivi.
All'origine la vettura è di colore grigio, poi diventerà rossa negli anni seguenti.


1987

1986 Corvette Geneve

Costriuta in collaborazione con la ASC, la Geneve risulta essere un mix tra il prototipo Indy e la Corvette di quarta generazione uscita nel 1984.


1990

1990 CERV III

Nel gennaio del 1990 la CERV III debutta al Salone di Detroit.
E' una evoluzione del prototipo Indy, nonchè l'ennesimo tentativo di posizionare il motore, un V8 da 5700 cc a 32 valvole che sviluppa 650 cv, in posizione centrale.

Tra le caratteristiche tecniche vi sono, il controllo attivo delle sospensioni, l'ABS e il traction control, il cambio automatico a sei marce, le quattro ruote motrici e sterzanti.
Un vero campionario di tecnologia.
La vettura è stata disegnata dal capo dello Chevrolet Design, Jerry Palmer.


1990

1990 Bertone Nivola

Nel 1990 Bertone riutilizza un telaio Corvette per una sua creazione, è la Nivola. Dotata del motore della ZR1 sistemato in posizione centrale, rendendo così omaggio all'architettura voluta ma mai ottenuta da Zora Arkus-Duntov, la vettura si presenta come un coupè molto aggressivo a due posti che può trasformarsi in spider asportando il tettuccio rigido.
La vettura servirà come vetrina per mostrare le potenzialità della carrozzeria italiana.


1992

1992 ACC StingRay III

Chuck Jordan, quarto capo del design della General Motors, nel 1992 volle dare una sua interpretazione della mitica Corvette, nacque così la Stingray III.

Realizzata dall'ACC, il reparto di stile avanzato della GM diretto da John Schinella, questo prototipo si fa notare per le linee tese e sagomate, che ne esaltano la dinamicità. Monta il motore in posizione anteriore e di colpo fa invecchiare la versione allora in vendita della Corvette, la C4, che invece deve andare avanti ancora per alcuni anni.


1993

1993 CERV IV

In realtà la CERV IV non è un prototipo come i CERV precedenti.
Infatti non era altro che una C4 con un motore di nuova generazione, il - Gen III - che avrebbe dovuto equipaggiare le nuove Chevrolet.

Di questo progetto sono note altre due vetture la CERV IVa con motore di 5 litri e la CERV IVb con motore di 5,7 litri, entrambi con monoblocco in ferro e teste in alluminio.


2003


2003 Italdesign Corvette Moray

Per festeggiare i cinquanta anni della Corvette e i trentacinque di attività, la Italdesign di Giugiaro presenta la Moray (che è il nome di un tipo di razza gigante).
Una vettura che pur essendo moderna si ricollega per certi particolari al passato, con richiami al mondo acquatico tanto caro a Bill Mitchell e a Larry Shinoda.


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