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.::  STORIA DEI PROTOTIPI CORVETTE - PARTE 1  ::.

Nel 2003 la Chevrolet Corvette ha compiuto cinquanta anni.

Nel 1953, al Motorama, una convention dove la General Motors presenta tutti i suoi modelli e le proposte del futuro, viene mostrata una concept-cars costruita in fibra di vetro, la EX-122, in seguito battezzata Corvette, sembra dal nome di un piccolo sottomarino canadese della seconda guerra mondiale. Il suo creatore, Harley Earl, responsabile dello stile della General Motors, basandosi sul successo di pubblico ottenuto dalla vettura, convince i suoi dirigenti della bontà del progetto e riuscirà a mettere in produzione la Corvette in quello stesso anno.

In questi 50 anni la Chevrolet Corvette ha dato vita ad una miriade di concept-cars, esperimenti ed esercizi di stile come nessuna altra vettura al mondo. In quest'articolo cercheremo di mostrare in ordine cronologico questa lunga sequenza di esperimenti, scusandoci fin da ora per le eventuali omissioni e gli errori che ci potranno essere.


1953

1953 EX-122

Al Motorama del 1953 viene presentato il progetto EX-122 ed è da questa show-car, disegnata da Robert McLean e Maurice Olley, che parte l'idea, sotto la pesante influenza di Harley Earl, capo dello Stile GM, di una produzione in serie di questa vettura.

I primi tempi sono difficili, anche a causa di uno spompato V6, ma la decisione di mettere un V8 preparato dallo specialista Zora Arkus-Duntov porterà la Corvette sulla via del successo.


1954

1954 Corvette

Al Motorama del 1954 la Corvette si presenta già in differenti versioni. Una di queste, la Corvair Fastback, molto aerodinamica e dalla linea di ispirazione europea è destinata allo studio di una eventuale produzione in serie.
Purtroppo non sarà mai prodotta.
La parola "Corvair" proviene dalla contrazione delle parole "Corvette" e "Bel-Air", nome che saà usato in seguito per un altro modello della produzione GM.

Un'altra versione della Corvette è la "Nomad", un modello di station wagon molto profilata che però non venne mai prodotta, ma darà il nome ad una delle vetture di fascia medio-alta della General Motors.
La Chevrolet Nomad del 1957 non avrà nulla in comune con il prototipo su base Corvette.

Nel 1954 venne presentata anche una versione "hard-top" per completare la gamma delle Corvette. Il modello, veramente affascinante, non verrà comunque prodotto.


1955

1955 Biscayne Show-Car

La prima concept car costruita su base Corvette è la Biscayne Show-Car.
Non è bellissima e neanche molto originale, infatti il frontale ricorda molto una vettura di successo inglese la Triumph TR2.


1956

1956 Impala Show-Car

Al Motorama del 1956 viene presentata una versione 5 posti, la Impala Show Car, che in teoria sarebbe dovuta diventare la berlina della gamma Corvette.
Parallelamente viene presentata anche la nuova serie delle Corvette di produzione.
Caratteristiche sono le mezze pinne sopra i passaruota, un dettaglio che si ritroverà anche sul prototipo SR-2 e che a sua volta era già stato usato da Pininfarina per alcuni modelli Ferrari degli anni '50.

La SR-2 nasce dalla necessità di Zora Arkus-Duntov di sperimentare il motore V8 al posto del poco potente V6 e di un suo eventuale sviluppo per le corse.


I prototipi SR-2 divennero in seguito di proprietà di alcune personalità importanti della General Motors, come il figlio di Harley Earl, come il designer Bill Mitchell e come quella personale di Harlow Curtice, il gran capo della General Motors.


1957

1957 Corvette SS (Super Sport) / XP-64

Sempre sviluppata per le corse, seguendo il pensiero di Arkus-Duntov, viene presentata alla 12 Ore di Sebring del 1957, la Corvette SS (Super Sport) o progetto XP-64.
L'auto era stata costruita per una eventuale partecipazione a Le Mans, ma già nella corsa di Sebring furuno evidenziati alcuni problemi.

A causa di alcune restrizioni sul regolamento dell'AMA, che impediva di fatto alle case di partecipare in forma ufficiale, la SS non corse mai, ma fu relegata ai test su pista.
Nel 1959 fu ristilizzata da Bill Mitchell che la trasformò nella Sting Ray Racer.


1959

1959 Corvette Sting Ray Racer

Nel 1959 a capo dello Stile GM c'è Bill Mitchell, che è succeduto ad Harley Earl.
Per aggirare le regole dell'AMA, Mitchell, che crede sempre di più nelle corse come veicolo promozionale, compra un telaio della SS per costruire una versione da competizione della Corvette e incarica un giovane designer di talento, Larry Shinoda, di riportare su carta le sue idee.

I due si ispirano all'universo acquatico e concepiscono una vettura dalla linea filante che affascinerà il pubblico ed otterrà molti successi nel campionato della sua categoria: Era nata la Sting Ray Racer.
Dopo la vittoria nel SCCA CHampionship del 1960, Bill Mitchell modificherà la Sting Ray Racer aggiungendo un sedile per il passeggero e l'auto verrà esibita come show-car ai saloni internazionali.

Nel 1959 verranno effettuati anche i primi studi sulla futura serie di Corvette, la C2, ed inevitabilmente le linee si ispireranno alla vettura progettata da Mitchell e Shinoda.


1960

1960 CERV I

Nel 1960 viene presentata la CERV I, (Chevrolet Engineering Research Vehicle), il primo di quattro veicoli sperimentali ad alte prestazioni prodotti dalla Chevrolet in un periodo di 35 anni.
La CERV I è una versione monoposto da competizione su base Corvette.
Come sempre è opera del geniale Zora Arkus-Duntov. Viene presentata al pubblico per la prima volta sul circuito di Riverside.

Originariamente, la CERV I era equipaggiata da un motore V8 "small block" che sviluppava 350 cv. a fronte di un peso di sole 350 libbre. Questa leggerezza era dovuta all'uso di alluminio e magnesio nella costruzione del basamento e dei componenti.
Per contenere ancora di più il peso, il designer Larry Shinoda, costruì una carrozzeria in fibra di vetro con rinforzi in plastica del peso di sole 80 libbre. La carrozzeria era attaccata ad un telaio in tubi di 125 libbre.


1960 XP-700

Dal 1958 Bill Mitchell ed i suoi designers stavano lavorando sulla XP-700, che verrà presentata proprio nel 1960.
Versione molto futurista della Corvette si caratterizzava per il frontale ovale ed il padiglione formato da una bolla di plexiglass.
Per la versione di serie della Corvette del 1961 verrà però ripreso solo parte del posteriore che risultava essere abbastanza normale.


1961

1961 Shark / XP-755

Nel giugno del 1961, sul circuito di Elkhart Lake, viene presentata al pubblico la sfavillante Shark (progetto XP-755).
L'ispirazione al mondo marino è molto evidente, infatti la linea ricorda il profilo di uno squalo (da qui il nome...).
Con Mitchell sul ponte di comando e Shinoda al design questa concept car, basata su telaio della Corvette del 1961, si ispira in parte alla Sting Ray e in parte alla XP-720 e prefigura quella che sarà la Corvette di serie del 1963.

Alla presentazione della Mako Shark II del 1965, questa vettura sarà ribattezzata - Mako Shark I -, mentre nel 1969 sarà restaurata e dotata di un nuovo interno blu scuro, di un motore 7 litri e perderà il padiglione trasparente.


1961 XP-720 2+2

Sempre nel 1961 verrà presentata una versione 4 posti della show-car XP-720 che prefigura il modello di serie del 1963.

La leggenda narra che il presidente della General Motors dell'epoca si sia seduto sui sedili posteriori senza riuscire più a scendere se non dopo lo smontaggio dei sedili anteriori.

Non meraviglia che questa versione sia stata bocciata dai vertici della casa automobilistica americana.


1963

1963 Pininfarina Rondine

Nel 1963 la Pininfarina, per ingraziarsi il mercato americano, presenta la Rondine, un coupè basato su telaio Corvette.
Al Salone di Ginevra del 1964 il lunotto posteriore sarà sostituito da una versione panoramica, ma la vettura non piacque agli americani ed in seguito venne riciclata per una versione coupè della Fiat 124.


1964

1964 XP-819

Nel 1964 Frank Winchell, ingegnere della Chevrolet, mise mano alla costruzione di una versione a motore posteriore della Corvette destinata alle corse su pista, la XP-819.
Sarà un insuccesso totale, tuttavia l'esperimento verrà riproposto ancora nel corso degli anni.
Il prototipo di Winchell verrà provato fino al 1966.


1964 CERV II

Del 1964 è anche il prototipo CERV II, (l'acronimo sta per Chevrolet Engineering Research Vehicle), sempre partendo da uno studio di Zora Arkus-Duntov.
L'auto, a differenza della prima, è una GT a due posti, con quattro ruote motrici e motore disposto centralmente.


1964 Studio di Stile Corvette 1966

Vi è anche uno studio di stile, datato 1964, rimasto in clay, per un'ipotetica versione 1966 che però non vedrà mai la luce. Peccato.


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