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Sergio Sartorelli

Sergio Sartorelli nasce ad Alessandria nel 1928. Laureatosi in Ingegneria Meccanica presso il Politecnico di Torino, comincia ben presto ad essere affascinato dal mondo dell'auto.
La passione per tutto ciò che si muoveva su ruote (automobili, autocarri, treni e persino veicoli militari) lo spinsero, nei periodi bui degli anni '40, a cimentarsi con se stesso, a disegnare già sui quaderni di scuola e a costruire modellini in legno che riprendevano forme e dimensioni di modelli visti su riviste di guerra o direttamente dal vivo.
Con gli studi al Politecnico di Torino acquisisce la mentalità tecnica e progettuale e le sue fantasie diventano più reali.

Dopo la Laurea in Ingegneria Meccanica conseguita nel 1954 seguì subito il Servizio Militare di leva come cartografo presso gli Alti Comandi Nord Ovest.
In questi 18 mesi (tanto durava la leva) riuscì a ritagliarsi tempo e spazio (usando un piccolo tecnigrafo) per poter disegnare figurini di auto che presentò alla Carrozzeria Boano ottenendo così l'incarico di svilupparne altri su schizzi di Giampaolo Boano, figlio di Mario Felice.
Nello stesso periodo eseguì anche alcune proposte di autocarri pubblicitari per la Carrozzeria Pasino di Alessandria.

Terminato il servizio militare, dopo aver ricevuto una risposta negativa da Boano (che in quel momento stava valutando importanti operazioni con la Fiat, tra cui la creazione del Centro Stile Fiat), ed un altro rifiuto dalla Pininfarina già al completo di stilisti, si presento alla Carrozzeria Ghia-Monviso con foto e figurini e fu subito assunto, siamo nell'aprile del 1956, dall'Ing. Segre e dal Comm. Casalis.
La sua attività alla Ghia inizia sotto la guida dell'Ing. Savonuzzi (il creatore della Gilda, ndr): cominciando dalla gavetta dei figurini per arrivare all'aerografo, dalle piccole progettazioni alle tante cromature per le gigantesche Chrysler degli sceicchi arabi.
Sul finire del 1957, dopo che l'Ing. Savonuzzi lasciò la Ghia per la Chrysler, divenne "Responsabile del Settore Stile Prototipi" e, come tale, prestò la sua opera fino ai primi mesi del 1963 e , successivamente, come collaboratore esterno, sino ai primi mesi del 1964.

Del periodo di lavoro alla Ghia possiamo ricordare le seguenti realizzazioni: Prototipi Volkswagen su Maggiolino 1200; Fiat 1100 / 103 Coupè, Cabriolet, Giardinetta (Salone Auto 1957); Fiat Jolly 500 – 600 (prime vetture da spiaggia - serie); Fiat 1100 Jolly (proposta); Chrysler 375 F.M. (prototipo); WARZAWA Berlina (prototipo); Karmann "Typ 14" (varianti al Coupé 1200); Innocenti / Piaggio (manubrio integrato scooter); Innocenti - GLAS ISARIA mini vettura (prototipo); Innocenti Lambretta (prototipo); Lionel Bounty Fuoribordo (prototipo). Innocenti "Risciò" (prototipo); Karmann Coupé 1500 "Typ 34" (prototipo); Alfa Romeo "Giulietta Sprint" Spider e Coupé (prototipi); Alfa Romeo 2000 Spider (prototipo); Selene I Concept Car (guida avanzata); Renault cabina autocarro (prototipo); DODGE cabina autocarro (proposte); SAETA cabina autocarro (prototipo); Innocenti "Sprite" Spider (collaborazione); Chrysler 300 F Special (vettura da caccia Kuwait). Fiat 2300 S Coupé (prototipo e successiva serie); Selene II Concept Car Sport guida avanzata (in collaborazione con Virgil Exner); Maserati 5000 (esemplare unico) Innocenti; Chrysler Valiant "St. Regis" Coupé e Spider (prototipi per USA); D.B.B. Locomotore (studi di forma); Fiat 500 "Ziba" Pick-up (proposta); Fiat 1300 / 1500 Familiare (prototipo per serie); Renault R8 Berlina (prototipo); Volvo 660 Berlina (studi di stile); Fiat 950 Berlina (prototipo); Renault Estafette Jolly (prototipo); Renault 900 Berline guida avanzata (n. 2 prototipi). Fiat 2300 S "Club" e Cabriolet (prototipo); Fiat 1500 GT Coupé (piccola serie); Ford "Galaxie" Berlina (prototipo per USA); Renault 115 Berlina (prototipo); Renault "Ontario" Berlina (prototipo); Volkswagen EA53 ed EA128 Berline (prototipi); De Soto cabine Autocarro (n. 2 prototipi per USA); Porsche Berlinetta 4 porte (prototipo); Chrysler Crown Imperial – Limousine (ristrutturazione stilistica). Fiat 230 GS Coupé (prototipo); Ford Falcon "Clan" (prototipo per USA); Ford Falcon "Sport" Coupé (studi per USA); Chrysler Crown Imperial – Limousine (ristrutturazione stilistica);
le ultime due conclusero la sua attività alla Ghia.

In quegli anni alla Carrozzeria Ghia avvenivano radicali trasformazioni soprattutto riguardanti la sede. Infatti non essendo più suffficiente la sede di corso Unione Sovietica venne costruita una nuova sede in via Agostino da Montefeltro, molto più ampia e moderna. Per volere dell'Ing. Segre e dell'Avv. Arrigo Olivetti nasceva la società Ghia-OSI (Officine Stampaggi Industriali). L'iniziativa dell'Ing. Segre era coraggiosa e lungimirante: dotare la Ghia di una struttura parallela, in grado di produrre per la grande industria dell'Auto le piccole serie speciali (di nicchia), ma senza rinunciare a mantenere un proprio atelier di ricerca e progettazione e mantenendo assolutamente separati due settori.

Con la morte l'ing. Segre nel febbraio ’63 il patto Ghia-Osi si interruppe bruscamente. In quel momento OSI produceva in serie il coupé 2300 S, lo Spider Innocenti 900, la Fiat "Familiare" 1300 / 1500. Mancando improvvisamente di Centro Stile, essa si avvalse temporaneamente della collaborazione esterna dello stilista Michelotti. Con l'arrivo in Osi dell'Ing. Giacomo Bianco nel 1965, nacque il Centro Stile Osi in una palazzina nuova nei dintorni di Torino con accanto un grande capannone attrezzato per l'esecuzione dei prototipi, completo di una piccola galleria del vento per modelli in scala ridotta.

Nel 1965 l'Ing. Sartorelli inizia la sua collaborazione con l'Ing. Bianco alla OSI, prima come professionista esterno, realizzando alcuni prototipi come, la Ford MUSTANG B1 Coupè, l'Alfa Romeo 2600 "De Luxe", l'Alfa Romeo 2600 "Presidenziale" e la Ford Taunus 20 MTS Coupé e Cabrio. Nel maggio del 1966 venne poi assunto dall'Ing. Bianco come "Responsabile dello Stile" della OSI e curò direttamente lo sviluppo del coupè Ford 20 MTS.
Vennero edificati, nel frattempo, altri due grandi capannoni per la produzione di serie del Coupé stesso e dello Spider Innocenti 900. La commessa del coupé era importante e la produzione, riservata al solo mercato tedesco, raggiunse il numero di 15 vetture/giorno. Da un coupé di serie, accorciando il passo di 20 mm nacque il 20 MTS cabrio, di cui aveva avviato gli studi nel passato, esposto al salone di Torino del 1967.

La produzione del Centro Stile OSI di quegli anni fu davvero intensa, quasi aggressiva, grazie ad una buona organizzazione ed a maestranze molto qualificate. Di quel periodo ricordiamo i seguenti realizzazioni: la DAF "City" (vettura 3 porte per città), la Fiat 124 "Cross Country" (fuoristrada), la Fiat 850 "Week-end" (da diporto - piccola serie), l'Alfa Romeo 1600 "Scarabeo", la Bisiluro "Silver Fox" (che ottenni diversi records con Taruffi nella classe 1000 cc), la Fiat 125 "Estate Car" (prototipo), la Fiat 1100 Berlina 2 porte (prototipo), l'Autobianchi G. 31 Coupé (prototipo), la ATS 2500 G.T. Coupé (trasposizione Scarabeo) e la Fiat 126 (prototipo e prodotta in grande serie).

Il Centro Stile Osi cessò all'improvviso di esistere nel dicembre 1967, probabilmente per motivi di carattere societario, mentre proseguiva la produzione di serie Osi.

Nel gennaio del 1968, a causa delle dimissioni dell'Ing. Bianco, gli venne affidata la responsabilità di portare a termine le commesse ricevute, tra cui il modello per la Fiat 126, il prototipo ATS 2500 GT e la serie Fiat 850 Week-End, mentre iniziava la diaspora delle maestranze e dei disegnatori verso altri lavori. Vista l'impossibilità di portare a termine i lavori, l'Ing Sartorelli si fà promotore presso l'Ing. Giacosa della Fiat di una possibile integrazione del Centro Stile OSI nel Centro Stile Fiat, cosa che poi avvenne realmente nel 1968.

Viene assunto dal Centro Stile Fiat come "Responsabile degli Studi Futuri" dotandosi di un atelier di prim'ordine.
Al Centro Stile Fiat lavorerà per circa 16 anni, tra alti e bassi, dovuti alle nuove esigenze del mercato che non permetteva grandi slanci di fantasia progettuale. Gli "Studi Futuri" seppur esibiti e giudicati erano destinati ad aspettare momenti più favorevoli.
Nonostante tutto, in quel periodo videro la luce progetti importanti come la Fiat 126 ed il Pulmino 950, la Ritmo, la Lancia Beta e la Fiat Regata.

Nel 1984 termina la sua collaborazione con la Fiat.


Testo di Sergio Sartorelli


Alcune realizzazioni:
1957-1959 Prototipo su Volkswagen Maggiolino 1200 1957 Fiat 1100/103 Coupè

Karmann "Typ 14" (varianti al Coupé 1200) Alfa Romeo "Giulietta Sprint" Coupé (prototipo)

Ghia Selene I Concept Car Maserati 5000 (Esemplare Unico)

Fiat 2300 S Cabriolet (prototipo) Fiat 1500 GT Coupé (piccola serie)

OSI Bisiluro "Silver Fox" Autobianchi G. 31 Coupé (prototipo)

Fiat 850 "Week-end" (da diporto - prodotta in piccola serie) Fiat 126 (prototipo e prodotta in grande serie)


Si ringrazia il Club Karmann Ghia Italia per la cortese collaborazione.

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