Friedrich Geiger (1907-1996)
Friedrich Geiger figura negli annali come il responsabile dello stile Mercedes-Benz dal 1950 al 1973 e tutti i capolavori con la stella usciti in quegli anni sono le sue migliori credenziali e dicono tutto quanto occorre per definire la caratura di un manager che non ha mai trovato (e tanto meno cercato) la notorietà personale che invece hanno raccolto le 'sue' creature.
Il migliore apprezzamento delle sue qualità viene proprio dalle opinioni di chi lo ha conosciuto e ha lavorato con lui, e può essere sintetizzato con la definizione di "uno straordinario direttore d'orchestra, capace di trarre il meglio dai suoi esecutori senza mai provare la voglia né il bisogno di emergere lui stesso".
Quanto questa definizione di Gunter Engelen, uno dei maggiori conoscitori del mondo Mercedes e autore di numerosi volumi sulla storia della SL, sia azzeccata è dimostrato anche dal fatto che nella sua 'orchestra' non mancavano solisti di valore; tanto per citare i più celebri: Paul Bracq e quel Bruno Sacco destinato poi a succedergli alla guida dello stile Mercedes-Benz.
Bellezza e funzionalità
Originario della Svevia (era nato a SuBen il 24 novembre 1907), il giovane Friedrich entrò in Daimler-Benz AG appena laureato, nell'aprile del 1933, e venne assegnato al reparto Vetture Speciali di Sindelfingen; si trattava di una
struttura molto particolare dedicata alla realizzazione 'in fabbrica' di carrozzerie esclusive, principalmente per l'attività sportiva. Quasi fosse una predestinazione, venne presto coinvolto nella realizzazione di una vettura che speciale lo era per davvero e lo rimane tuttora: quella 500K Special Roadster (W 29) che nel 1934 avrebbe sorpreso e affascinato gli appassionati di tutto il mondo. La personalità di Friedrich Geiger si manifestò clamorosamente e definitivamente nel dopoguerra, in quella che si può definire la 'Fase 2' della sua attività a Stoccarda, successiva a un suo breve periodo di 'vacanza' dall'azienda (dall'aprile 1948 al giugno 1950). Infatti, lasciata la Daimler-Benz durante le turbolenze della ricostruzione, vi ritornò solo due anni dopo, proprio alla vigilia della nascita di un effettivo Centro Stile Mercedes-Benz, nel quale assunse la responsabilità del coordinamento e delle strategie del design di marca.
È di questo periodo il primo autentico Meister-stuck di Geiger, una vettura che avrebbe segnato la storia sua e dell'azienda: la celeberrima 300 SL (W 198) che dal 1954 rimane un monumento all'evoluzione tecnica ed estetica dell'automobile. La W 198 non è solo la consacrazione delle sue capacità di progettista, ma anche uno straordinario esempio di integrazione fra forma e funzione e la dimostrazione di come le automobili eccezionali nascono più facilmente quando il lavoro dei tecnici e dei designer procede di concerto, ossia nel pieno accordo, senza conflitti ma senza nemmeno compromessi.
A Geiger si deve l'abilità di aver disegnato una carrozzeria bellissima ed elegante, modernissima ma non sconcertante, realizzata senza intaccare lo spirito e l'impostazione corsaiola del progetto di base (che era quella delle vetture Sport trionfatrici a Le Mans e alla Mille Miglia), ma soprattutto il coraggio di adottare per questa vettura soluzioni costruttive fino ad allora mai praticate su un'auto da strada. Le porte ad 'ala di gabbiano' o le griglie sulle fiancate sono esempi di elementi tecnicamente necessari e ingegneristicamente ineccepibili: le prime per lasciare spazio nella parte bassa delle fiancate all'ingombrante telaio a traliccio, le seconde per ottimizzare i flussi d'aria e migliorare il raffreddamento della complessa meccanica.
Quello che però trasforma questi particolari da 'funzionali' a 'belli' è la meticolosa cura messa nella loro realizzazione: un disegno e una finitura di grande qualità, capaci di trasformarli in oggetti di puro design, ben oltre e, si potrebbe dire, indipendentemente dal loro significato pratico. Con la 300 SL esordisce anche un'altra delle creazioni di Geiger: la trasformazione della stella da semplice marchio a elemento di design della carrozzeria (un accorgimento che molti altri costruttori adotteranno in tempi recenti) e il suo utilizzo come segno caratterizzante della mascherina anteriore.
Raffinata innovazione
Il binomio Geiger-SL si ripropone nel 1963 con la W 113 Pagoda, un'altra pietra miliare nella storia della Mercedes e un altro esempio di design assolutamente sorprendente. Geiger infatti aveva ben compreso che non c'era altro mezzo per succedere alla W 198 se non la creazione di una carrozzeria altrettanto raffinata e innovativa. La strada fu quella di un'architettura ultramoderna, anche in questo caso con soluzioni estetiche e funzionali sorprendenti, capaci di distinguerla e di renderla 'unica' nel panorama e nella storia dell'automobile. Non è un caso che entrambe le vetture, accanto alla sigla di progetto e alla denominazione commerciale, siano conosciute nel mondo con due soprannomi adottati quasi a furor di popolo: 'Ali di gabbiano' in riferimento all'apertura delle portiere per il modello del 1954, e 'Pagoda' in riferimento al profilo dell'hard-top per il modello del 1963.
Quest'ultima caratteristica aveva anch'essa delle motivazioni tecniche ed estetiche che Geiger aveva saputo far coincidere: la curvatura inversa del tetto conferiva un look molto più basso e slanciato, ma contemporaneamente consentiva di ottenere una struttura assai robusta attorno alle portiere senza interferire con la visibilità nella parte alta dei finestrini (come sarebbe invece avvenuto aumentando lo spessore in quella zona con un tetto convenzionale). Quello fra le due SL è stato indubbiamente un periodo molto vivace per il design Mercedes, durante il quale si sono succedute sperimentazioni e affinamenti, volti a un'evoluzione dell'immagine di marca adeguata a tutti i mercati e a tutte le tipologie di modelli. Nel 1959, in risposta alle mode e agli stimoli provenienti dal Nord America, nacque infatti la serie delle berline W 111/112, importante nel frontale classico ma più ricercata nella parte posteriore caratterizzata dalle piccole pinne, un particolare che valse anche a questa serie il suo bravo nickname: 'Codine'.
Volendo dare un giudizio complessivo dell'opera svolta da Friedrich Geiger e dal suo team, fino al suo ritiro alla fine del 1973, bisogna aggiungere all'ammirazione per queste creazioni straordinarie l'apprezzamento per aver saputo destreggiarsi fra la tradizione dell'immagine di marca e le spinte al cambiamento tipiche dell'epoca (gli anni Sessanta) riuscendo a far convivere l'avanguardia delle 'sportive' (coupé e cabriolet derivate dalle berline) e il rigore delle 'ammiraglie', come la iconica W 100 '600' del 1963.
Fonte: Mercedes-Benz Archive
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