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I primi disegni risalgono all'inizio del 1969 ed il tema di questo progetto era la produzione di un auto sportiva, economica con motorizzazione e trazione anteriore derivata dalla meccanica e dal pianale della Fiat 128.
I primi schizzi sono un po' esasperati ed estrosi, evidenziando una ricerca indirizzata ai giovani da cui l'appellativo interno “Sport Giovani”, diventato in seguito Fiat X 1/20.
Improvvisamente, durante l'esecuzione di questi studi, vi fu l'ordine di cambiare la disposizione del motore, che divenne posteriore trasversale.
Naturalmente date le dimensioni generali dell'auto ed il passo contenuto ne derivavano due posti secchi.
Nei disegni a colori e nel modellino in scala 1:10 si intravede già la fisionomia di massima, le linee della vettura sono diventate più tese, le pinne laterali molto più evidenziate e l'insieme trasmetteva oltre che una sportività non esagerata anche una certa eleganza.
La sorpresa maggiore fu un lunedì mattina, quando mi trovai incastonata nel muso del modello una calandra Lancia deformata volutamente.
Chiedendo spiegazioni a Martinengo, mi disse che il sabato antecedente gli staff Fiat e Pininfarina avevano deciso questa modifica in una riunione frettolosa.
Era nata la Lancia Beta Montecarlo, interamente progettata e costruita in serie dalla Pininfarina Spa.
In fin dei conti, anche in questo modo le decisioni possono essere vincenti, come è dimostrato dal successo della vettura.
Paolo Martin
formdesign@tiscalinet.it
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