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Considerazioni e valutazioni sul Los Angeles Design Challenge
Sto scrivendo, per reazione, indirizzando questa mia, che qualcuno riterrà un po’ demenziale, ai partecipanti ed agli organizzatori del Design Challenge, immaginando che se scrivessi in modo “normale” non sarei capito.
Osservando con curiosità ciò che il degrado dell’ingegno umano può esprimere quando è lasciato libero di farlo c’è veramente da preoccuparsi,
ma non tanto per gli autori diretti che hanno proposto solamente il frutto del mangime teorico propinatogli a caro prezzo, bensi per coloro che avallano e giudicano queste stranezze. Persone che farebbero bene a cambiare attività.
Questi sgorbi di ispirazione fumettistica, per prima cosa, non tengono conto di una realtà a cui noi tutti siamo pesantemente assoggettati, la gravità.
Cosa è la gravità? Suppongo che la maggior parte dei partecipanti confonda la suddetta con un test di gravidanza o un cheese hamburger e probabilmente non ha mai incontrato, sulla sua strada, una fresatrice o un tornio e pensa che dadi e bulloni forse fanno parte dell’alimentazione di chissà quale realtà faunistica di qualche altro pianeta.
Sono anni che non vedevo un concentramento di stupidaggini tutte in una volta ed è quasi sarcasticamente divertente, se non fosse drammatico,
pensare che dietro a questi scarabocchi in 3D e non, vi sono riposte speranze, illusioni ed invidie che contribuiranno inevitabilmente allo sviluppo di un futuro, virtualmente, più stupido di quello attuale.
Ora, sono certo che fra qualche tempo questa massa imponente di illusi non si ricorderà più del soggetto proposto, vista l'assurdità di certe soluzioni.
Non vi è la minima attinenza alla realtà, la minima preparazione in nulla e non vi è un progetto che sia pragmaticamente sostenibile.
Il risultato è che i medesimi lavori si vedono esposti aderenti ai vetri delle scuole materne, con la scusante che almeno quelli sono sinceri e sicuramente più fattibili.
Di fronte a questo sfacelo non vi è che aspettare l’avvicendarsi ciclico della realtà, che esaminando attentamente, non è cambiata molto da qualche lustro, se non in qualche effimero gadget o pallina colorata.
L’energia, in riferimento alla scientifica frase “il rendimento non è mai uguale a 1” costa sempre di più, le auto consumano sempre di più e l’alternativa, da qualunque parte la si cerchi non esiste o se mai esistesse è rimasta inutilizzata e si chiama "ragione”.
Faccio comunque i miei auguri a questi ragazzi “copia e incolla”, che se riescono a combinare queste assurdità in gruppo, immaginiamoci singolarmente.
La cura omeopatica? Una matita, un foglio bianco e qualcosa nel cervello !
Paolo Martin
formdesign@tiscalinet.it
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