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.::  AUTODELIRIO  ::.


Sono passati più di trent’anni dalla Ferrari Dino Berlinetta, eppure la ricordiamo, come molte sue coetanee, quale frutto della passione e della genialità.
Poi si capisce, i tempi e la domanda cambiano e così oggi ci troviamo immersi in un mare di auto e di proposte le quali francamente lasciano del tutto indifferenti i molti ipotetici clienti.

Oggi l’automobile, che mobile è sempre meno, si trasforma e forse i giovani designer, ispirandosi proprio a questa realtà, propongono sedie a sdraio, macchinette da caffè, computer o elettrodomestici vari miniaturizzati, ammassati, mimetizzati in spazi impensabili, tanto che gli occupanti devono per forza intraprendere una caccia al tesoro per uscire dall’auto o effettuare la messa in moto.
Alle volte però, se si può, è necessario guidare, ed i vetri, ad esempio, essendo un’invenzione del passato, non servono più; ora basta digitare, guardare in un monitor o in un periscopio e si vede fuori, un po’ annebbiato, ma si vede anche a colori.
Si trasferisce l’abitazione in auto e, come paradosso, l’auto diventa il garage della casa. E cosa dire dell’auto che cambia look o colore a seconda dello stato d’animo? Il rosso, credo, sarà il colore unico.

Esaminiamo un percorso tipico dell’utente tipico in un giorno qualsiasi.

Digito Open OK e il garage si apre.
L’oggetto parcheggiato occhieggia perché al mio saluto mi riconosce e si apre, ma a me sorge il dubbio se ciò che vedo è l’anteriore o il posteriore non sapendo da che parte è entrata mia moglie la sera prima.
Mi accomodo, non prima di avere smontato la portiera ed estratto la valigia per porre le mie cose. Al secondo ordine l’auto si chiude e si attiva, il sedile si ricorda del mio fondo schiena e si predispone nella posizione “City”. "C’è posta per te" dice, apro l’E- Mail e cominciano le arrabbiature, il tempo passa, rispondo o no?
Lo farò più tardi e parto perché questo scherzo mi è già costato 10 minuti. Come esco l’auto è ancora del colore rosso che però si sta attenuando, intanto si attiva il GPS, il DVD, il notiziario Regionale e le informazioni sul traffico, guardo nel monitor: "Sn libero, Ds Libero, Ant. Libero…".

OK vado e, accidenti, al primo semaforo un piccione mi mette fuori uso la telecamera principale. Scendo e pulisco con il dito l’escremento. Risalgo sull’auto che, come sente le pulsazioni ridiventa rossa.
Noncurante dell’alone giallastro sul monitor procedo occhieggiando il GPS che intanto mi conduce in un senso vietato predisposto la sera prima.
Mi prende il panico e l’auto che era gia rosa ridiventa rossa, ma il notiziario mi assicura sui miei investimenti.

Sono fermo in compagnia di miei simili, chi beve il caffè, chi lecca il gelato, chi parla da solo o con viva voce.
La mia auto ora è blu, predisposto verso gli altri, telefono in ufficio che ritardo, un ronzio e un ping… ping… sempre più forte mi avverte, rotta di collisione a ore 6, cerco di spostarmi, ma è inutile, le immagini sul monitor prendono posizioni sghimbesce, come dire che si sono disassate avendo ceduto il supporto, cioè parte dell’auto che inizia a cambiare colore tipo luna park ed emette chiari mugugni di disappunto.
Poco male, districandomi fra i dodici Air-Bag esplosi che mi hanno stampato gli occhiali sulla fronte e rotto una protesi dentale, estraggo il motorino a gas dalla portiera Sn, tolgo parte della porta valigia con ruote Ds, mi appendo al collo una miriade di oggetti tipo telecomandi, satellitare, palmare, ecc. e mi dirigo finalmente in ufficio sapendo che l’auto chiamerà automaticamente il soccorso e l’assicurazione.

Tutto ciò è successo in 500 metri, ovvero in tre quarti d’ora: mica male, eh?

Ora, considerando la realtà, è evidente che l’auto è sempre più simile, come spirito ed utilizzo, ad una lavapiatti, ma con una differenza: con quest’ultima non si sta puniti come oggi succede ogni qualvolta si cerca di utilizzare "l’AutoImmobile".

Credo comunque che la differenza, a parte il metodo di progettazione, sia proprio data dalla grande disponibilità di nuovi designer sulla piazza, clonati dalle scuole, non stimolati da nessuna esperienza, del tutto simili nell’approccio al tema, con fantasia a livello elementare ed anacronisticamente aiutati da grandi risorse aziendali, che pur di superarsi avallano e sostengono giocattoloni infantili o oggetti senza senso. Se qualcuno di voi ricorda Flash Gordon, converrà che era molto meglio.

Un motociclista


Paolo Martin
formdesign@tiscalinet.it
http://www.paolomartindesigner.com






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