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.::  1969 AERODINE - PM - KRAFT & CAR VERSION  ::.


1969 AEREODINE - PM - KRAFT & CAR VERSION.

Negli anni 60 si è sviluppato un certo interesse per gli Hovercraft, veicoli alternativi tutto terreno o anfibi. Le proposte erano indirizzate principalmente per impieghi militari e per operazioni di “rescue” nel campo civile.

Nel 1969 feci una proposta per un loro impiego civile alternativo all’auto, ma la parola più gentile fu “visionario”.

Ora, dopo circa quarant’anni, probabilmente quest’idea potrebbe destare qualche attenzione dato il proliferare di proposte fantasiose da parte dei giovani progettisti.

Una breve spiegazione è d'obbligo:

Si tratta di una base con due sistemi di utilizzo chiamata "Aerodine - PM", appellativo riferito a veicoli con sostentamento diretto privi di ali e, in alternativa con ausilio di ruote, quindi un veicolo ibrido in tutti i sensi.

Le ruote, sollevabili a stabilizzazione avvenuta, sono tre, una anteriore direzionale e due posteriori a trazione elettrica per movimenti urbani o percorsi medi. I passeggeri, in questo caso, sono due.

Il sostentamento è ottenuto con il sistema a “cuscino d’aria” alimentato da un motore diesel stazionario di circa 100HP che comanda un’elica a passo variabile e contemporaneamente alimenta un generatore di corrente, che garantirebbe una riserva a disposizione costante di circa 70KW.

L’utilizzo pieno del diesel serve per sollevare il veicolo di circa 150 cm da terra coadiuvato da uno “Skirt” in tessuto di Kevlar.
Il bordo esterno e le parti esposte ad abrasioni, sono rivestite di Uretano, (materiale cinque volte più resistente all’usura del Teflon).

Quando il veicolo è in assetto l’energia necessaria si riduce di due terzi e quella superflua serve per la spinta longitudinale tramite convogliatori e due diffusori posteriori. La direzione è data dal timone di coda.

Al momento del passaggio a trazione elettrica, le ruote appoggiano a terra, l’elica si posiziona a incidenza zero o si disinserisce ed il motore può continuare a girare fornendo i 70 KW continui, oppure, in casi richiesti si utilizza solo l’alimentazione a batteria (circa 20 KW).

L’utilizzo di un motore stazionario riduce notevolmente i consumi, le emissioni e di problemi dovuti all'insonorizzazione. Tale motore è programmabile ed è facile da gestire nell’uso e nella manutenzione.


Paolo Martin
formdesign@tiscalinet.it
http://www.paolomartindesigner.com

 





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