Nome famoso per una fabbrica giapponese dalla storia brevissima, nonostante l'originaria società fonda le proprie origini nel 1920, quando la Toyokogyo inizia a trattare il sughero. Nel 1960 la Casa presenta il primo modello d'automobile: si chiama «R 360».
L'auto ha un grande successo sul mercato intemo e già nel 1964 (dopo che nel 1962 la «R 360» è stata affiancata dalla «P 360») la Mazda è al terzo posto nella produzione automobilistica giapponese. In quell'anno la Casa presenta quattro nuovi modelli, tra cui la coupé «Cosmo» con motore Wankel a pistoni rotanti, di cui la Casa di Hiroshima ha acquisito i diritti di produzione. Lo sviluppo della «Cosmo» si rivelerà particolarmente complesso, se è vero che l'auto entra in produzione soltanto nel 1967, quando il baricentro produttivo della Casa verte attorno alle piccole «360» e alla berlina media «Luce».
La gamma rimane così articolata fino al 1977, quando vengono lanciate la «323/Familia» e la berlina media «626», con le quali la marca sbarca per la prima volta sui mercato internazionali.
Verso la fine degli anni 80 la Mazda assurge alla notorietà internazionale proponendosi come costruttore di vetture sportive: alla «RX 7», si affiancano la piccola con tetto apribile «121 », le versioni a quattro ruote motrici della «323», la coupé «MX-3» e, soprattutto, la spiderina «MX-5/Miata». Nel 1992 il lancio della nuova «Xedos 6» con motore sei cilindri due litri segna la massima evoluzione tecnica della Casa, che purtroppo va incontro a un brusco peggioramento della situazione finanziaria.
I tecnici di Hiroshima, dopo gli eccellenti exploit del periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90, faticano a trovare la liquidità per gli investimenti necessari. In soccorso della Mazda arrivano gli americani della Ford, che già nel 1979 avevano acquisito il 25% del pacchetto azionario.
Una ristrutturazione da lacrime e sangue segna l'arrivo del nuovo management e l'impegno di riorganizzazione industriale si ripercuote negativamente sull'offerta di nuovi modelli. Il punto più basso arriva quando la Mazda è costretta a produrre su licenza la Ford «Fiesta», semplicemente cambiandone il nome in «121» (1996). Da quel punto le cose migliorano: la Casa abbandona progressivamente le nicchie sportive e si dedica con maggiore attenzione ai modelli di maggiore diffusione, comprese le space wagon («Demio», «Premacy», «MPV», in ordine crescente di dimensioni).
Indirizzo: 3-1 Shinchi, Fuchu-cho, Aki-gun, Hiroshima-ken, 735-0028
Internet: www.mazda.co.jp
Direttore del Design: Moray Callum
Fonte: Quattroruote - TAM
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