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Cronologia Prototipi


1964 Cosmo
1967 RX 85
1967 RX 87
1970 RX 500
1970 EX 005
1972 RX 510
1972 Savannah Racing
1982 P 790 MX 81
1984 Luce
1984 MX 02
1985 MX 03
1988 MX 04
1989 AZ 550
1989 TD R
1989 Cosmo
1990 TD R
1991 Eunos Cosmo
1991 HR X
1991 Eunos 500
1993 M2 1008
1993 AZ 1
1993 ASV
1993 HR X2
1995 SU V
1995 CU X
1995 RX 01
1995 BU X
1997 MV X
1997 MS X
1998 323F Sports Concept
1998 SW X
1998 Demio
1999 RX Evolv
1999 Neospace
1999 Nextourer
1999 MPV
1999 Activehicle
2000 323 MPS
2000 Miata Monoposto
2001 MX 5 MPS
2001 MX Sport Tourer
2001 RX-8
2001 Secret Hideout
2002 MX Sport Runabout
2003 6 MPS
2003 Ibuki
2003 Kusabi
2003 MX Sportif
2003 Washu
2003 RX-8 Hydrogen
2004 MX Microsport
2004 MX Flexa
2005 MX Cross Sport
2005 Senku
2005 Sassou
2006 Kabura
2007 Hakaze
2007 Premacy HRE
2007 RX-8 Hydrogen
2007 Ryuga
2007 Taiki
2008 Kazamai



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Storia del Marchio

Nome famoso per una fabbrica giapponese dalla storia brevissima, nonostante l'originaria società fonda le proprie origini nel 1920, quando la Toyokogyo inizia a trattare il sughero. Nel 1960 la Casa presenta il primo modello d'automobile: si chiama «R 360».
L'auto ha un grande successo sul mercato intemo e già nel 1964 (dopo che nel 1962 la «R 360» è stata affiancata dalla «P 360») la Mazda è al terzo posto nella produzione automobilistica giapponese. In quell'anno la Casa presenta quattro nuovi modelli, tra cui la coupé «Cosmo» con motore Wankel a pistoni rotanti, di cui la Casa di Hiroshima ha acquisito i diritti di produzione. Lo sviluppo della «Cosmo» si rivelerà particolarmente complesso, se è vero che l'auto entra in produzione soltanto nel 1967, quando il baricentro produttivo della Casa verte attorno alle piccole «360» e alla berlina media «Luce».

La gamma rimane così articolata fino al 1977, quando vengono lanciate la «323/Familia» e la berlina media «626», con le quali la marca sbarca per la prima volta sui mercato internazionali.
Verso la fine degli anni 80 la Mazda assurge alla notorietà internazionale proponendosi come costruttore di vetture sportive: alla «RX 7», si affiancano la piccola con tetto apribile «121 », le versioni a quattro ruote motrici della «323», la coupé «MX-3» e, soprattutto, la spiderina «MX-5/Miata». Nel 1992 il lancio della nuova «Xedos 6» con motore sei cilindri due litri segna la massima evoluzione tecnica della Casa, che purtroppo va incontro a un brusco peggioramento della situazione finanziaria.

I tecnici di Hiroshima, dopo gli eccellenti exploit del periodo a cavallo tra gli anni 80 e 90, faticano a trovare la liquidità per gli investimenti necessari. In soccorso della Mazda arrivano gli americani della Ford, che già nel 1979 avevano acquisito il 25% del pacchetto azionario.
Una ristrutturazione da lacrime e sangue segna l'arrivo del nuovo management e l'impegno di riorganizzazione industriale si ripercuote negativamente sull'offerta di nuovi modelli. Il punto più basso arriva quando la Mazda è costretta a produrre su licenza la Ford «Fiesta», semplicemente cambiandone il nome in «121» (1996). Da quel punto le cose migliorano: la Casa abbandona progressivamente le nicchie sportive e si dedica con maggiore attenzione ai modelli di maggiore diffusione, comprese le space wagon («Demio», «Premacy», «MPV», in ordine crescente di dimensioni).

Indirizzo: 3-1 Shinchi, Fuchu-cho, Aki-gun, Hiroshima-ken, 735-0028
Internet: www.mazda.co.jp

Direttore del Design: Moray Callum

Fonte: Quattroruote - TAM





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