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Cronologia Prototipi


1974 Pony (Italdesign)
1984 Stellar
1992 HCD I
1993 HCD II
1995 HCD III
1995 FGV I
1997 Tiburon Aluminium
1997 HMX
1997 Tiburon Convertible
1997 LUV
1997 SLV
1997 MX
1998 Euro 1
1999 Santa Fe
1999 Tutti
1999 FGV II
1999 Trajet
2000 HCD V
2000 Neos
2001 HCD VI
2001 Clix
2002 HCD 7 Equus
2002 Coupè Aero
2002 HIC
2002 Santa Fe Mountaineer
2002 KCV II
2003 CCS
2003 Neos II
2003 OLV
2004 E3
2004 HCD 8
2005 HED I
2005 Accent SR
2005 Neos III
2005 Portico
2006 Genus
2006 HCD 9 Talus
2006 Arnejs
2007 QarmaQ
2007 HND-3 Veloster
2007 i-Blue
2007 HDC Concept (China)
2007 HCD 10 Helios
2007 Genesis
2007 Genesis Coupè



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Storia del Marchio

La Hyundai nasce nel 1967 con la ragione sociale Hyundai Motor Company. Alle sue spalle c'è un noto imprenditore locale, Chung Ju-Young, morto nel 2001 all'età di 85 anni. L'azienda muove i primi passi in maniera non del tutto autonoma: le vetture iniziali, infatti, sono il frutto di un accordo firmato nel 1968 con la Ford.
Dagli stabilimenti della Hyundai escono modelli Ford costruiti su licenza e destinati esclusivamente al mercato interno. L'esperienza dura due anni, fino a quando, nel 1970, la casa coreana mette in cantiere una propria vettura, disegnata autonomamente e pensata per diventare una world car: la "Pony".
La «Pony» si rivela immediatamente una vettura competitiva, merito del prezzo che appare subito inferiore alla concorrenza anche in rapporto ai contenuti. La collaborazione con la Ford non si ferma, anche se ormai gli accordi sono in fase di scadenza: nel 1980 sono presentate la "Mark V" e la "Granata", due modelli che riscuotono in patria un notevole successo.

Nel 1981 la Hyundai stringe un accordo tecnico con la Mitsubishi. L'impegno per il costruttore nipponico consiste nella fornitura di motori e di altri particolari tecnici. In seguito a ciò debutta, nel 1982, la seconda generazione della "Pony", anch'essa molto apprezzata dal pubblico, mentre l'anno successivo è la volta della "Stellar", una grossa tre volumi dalle linee americaneggianti. Contemporaneamente, cominciano le esportazioni verso il Canada.

Negli Stati Uniti è una delle vetture straniere più vendute, con numeri in crescita esponenziale. Diventa cosi necessario aprire una filiale oltreoceano: nasce così la Hyundai Motor America (HMA), braccio operativo dell'azienda, che nel frattempo continua la sua marcia espansionistica grazie anche ai nuovi modelli, come la "Excel", che dal 1986 è regolarmente esportata negli Stati Uniti. Il 1988 segna due traguardi importanti: il debutto di un altro modello, questa volta nel segmento medio, la "Sonata", e la conferma che la "Excel" per il terzo anno consecutivo è la più venduta classe media d'importazione.

A questo punto diventa necessario affrancarsi dalla dipendenza con i fornitori esterni: i motori è meglio costruirli all'interno, considerato che le tecnologie ci sono così come le maestranze capaci di realizzarli. Nel 1989 è inaugurato lo stabilimento per la produzione dei motori a sei cilindri, ideali per il mercato estero. Nel 1991 la Hyundai annuncia il suo nuovo motore interamente progettato in Corea, l'"Alpha". Nel 1993 la produzione e l'assemblaggio della "Excel" sono effettuati anche in Thailandia, in uno stabilimento realizzato dalla Casa coreana, che così da produttore su licenza diventa esportatore di tecnologie. Nel corso del 1993 arriva anche la seconda generazione della "Sonata".

Sulla scia di quanto realizzato in Thailandia, la Hyundai comincia la produzione e l'assemblaggio dell'"Excel" anche nello Zimbabwe, dove a tempo di record si costruisce un impianto modello. Il 1994 è anche l'anno della nuova media "Accent". Decisamente prolifico è il 1995, anno in cui è inaugurato il nuovo centro di sviluppo e ricerca per i veicoli commerciali a Chonju e sono lanciate la "Lantra", altra berlina di media cilindrata, e la "Marcia", vettura derivata dalla "Sonata" ma con rifiniture di maggior pregio.

Il 1997 segna il lancio della piccola "Atos" ed è anche l'anno in cui la Hyundai acquisisce la Kia Motors. L'azienda riceve anche una considerevole iniezione di capitale fresco: nel 1998 il principe saudita Al-Waleed investe 50 milioni di dollari, cifra che gli consente di entrare nell'azionariato Hyundai. Il 1999 segna due nuove proposte, la sport utility "Trajet" e la "Equus", berlina di lusso. Nel 2001, per sviluppare ulteriormente l'attività in Cina, la Hyundai stipula un contratto con la Bank of China per una linea di credito globale di 500 milioni di dollari che ne facilita l'espansione.

Indirizzo: 231, Yangjae-dong, Seocho-gu, Seoul
Internet: http://worldwide.hyundaimotor.com

Direttore del Design:

Fonte: Quattroruote - TAM





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