Centro di progettazione automobilistica creato alla fine degli anni Sessanta (1968) dal designer Giorgetto Giugiaro e dal progettista Aldo Mantovani. L'Italdesign si costituisce fin dall'inizio come struttura interdisciplinare capace di fornire a ogni Casa automobilistica tutti i supporti necessari per l'ideazione e l'industrializzazione di un nuovo modello.
Piace subito il rigore con cui il talento del designer si coniuga ai vincoli del progetto industriale. Numerose e felici sono infatti le testimonianze di questo lavoro che ha portato l'azienda a realizzare per clienti di ogni continente oltre settanta modelli di automobili successivamente prodotte in serie (molte delle quali tutt'ora in produzione), prototipi di ricerca avanzata e preziosi concept car.
L'Italdesign annulla la tradizionale incomprensione tra centro stile e progettazione a favore di un continuo rapporto dialettico tra le due divisioni in cui è strutturata la società: «Ricerca e Stile», diretta da Giorgetto Giugiaro, e «Progettazione e Sviluppo», diretta da Aldo Mantovani.
La formula Italdesign offre infatti la possibilità di elaborare un progetto automobilistico in tutti i suoi aspetti. Ai tradizionali servizi di stile e di costruzione dei modelli di presentazione, l'Italdesign ne affianca molti altri: progettazione (carrozzeria, finizione, meccanica, impianto elettrico), costruzione prototipi (per prove di banco, su strada, crash-test, pre-serie), studio analitico di montaggio (tempi, metodi, attrezzature) e produzione (stampi, automazioni, lay-out delle linee e dello stabilimento). Inoltre, attraverso un pacchetto di servizi denominati «studio di fattibilità», viene avviata una analisi preliminare sia dell'investimento totale necessario per l'industrializzazione, sia del costo di ogni singolo componente.
L'Italdesign si è costituita come struttura flessibile in grado di offrire alle Case costruttrici sia una consulenza globale, sia la fornitura di singoli servizi. Grazie al metodo di lavoro sviluppato e migliorato negli anni, l'Italdesign è in grado di gestire contemporaneamente più programmi, in modo da ottimizzare le economie di scala e quindi ottenere costi più competitivi. Lo stabilimento attuale è stato appositamente costruito ed è divenuto operativo nel 1974.
La sua attuale superficie è di 25.000 m2, di cui la metà coperti. Entro breve è previsto un ampliamento che determinerà il raddoppio dell'area occupata.
Nato a Garessio, in provincia di Cuneo, il 7 agosto del 1938, Giorgetto Giugiaro era probabilmente destinato ad un futuro artistico. Il nonno Luigi affrescava chiese, il padre Mario alternava le decorazioni sacre alla pittura a olio. Per Giugiaro le arti figurative erano quindi un’aria di famiglia, l’approdo al design come professione non arriva però per scelta meditata, ma per mera casualità.
Trasferitosi a Torino, Giorgetto alterna il liceo artistico di giorno ad un corso serale di disegno tecnico. La svolta nel giugno 1955: Giugiaro si è sbizzarrito in caricature di automobili e la mostra scolastica di fine anno al corso di figurinistica con le "opere" degli allievi viene visitata da Dante Giacosa, direttore tecnico della Fiat. Dietro le caricature, l’occhio attento di Giacosa intravede il talento e, nel settembre 1955, Giugiaro entra alla Fiat, all’Ufficio Studi Stilistici Vetture Speciali diretto da Fabio Luigi Rapi.
Nella grande Fiat non c’è però abbastanza spazio per emergere in fretta e così, nel dicembre 1959, il grande salto: capo del centro stile Bertone. Nuccio Bertone punta tutto su questo esordiente ventunenne e i risultati lo ripagheranno ampiamente della scelta apparentemente arrischiata. Allo stesso tempo, Giugiaro ammetterà sempre di essere maturato come designer grazie alla guida e ai consigli di Nuccio Bertone. Gli anni passati al suo fianco sono infatti fondamentali per la formazione di Giugiaro, che si afferma nel panorama del design torinese sia con proposte di ricerca avanzata (Aston Martin DB4 GT Jet del 1961, Maserati 5000 GT del 1961, Ferrari 250 GT del 1962, Chevrolet Corvair Testudo del 1963, A.R. Canguro del 1964), sia con la definizione stilistica di vetture di serie (l’A.R. 2000/2600 Sprint del 1960, la BMW 3200 CS del 1961, l’Iso Rivolta 300/340 GT del 1962, l’A.R. Giulia GT del 1963, la Fiat 850 spider del 1965, la Mazda Luce 1500/1800 del 1965, il coupé Fiat Dino del 1967).
Dopo sei anni intensissimi, nel novembre 1965 Giugiaro entra alla Carrozzeria Ghia quale direttore del Centro Stile e del Reparto Prototipi: Maserati Ghibli e De Tomaso Mangusta risalgono a questo periodo (presentate al Salone dell’Auto di Torino nel 1966). Tra i prototipi di ricerca vanno ricordati la Fiat 850 Vanessa del 1966, e l’Oldsmobile Tornado Thor del 1967; tra le vetture di produzione la Isuzu 117 coupé del 1966 e la Iso Rivolta Fidia del 1967.
La collaborazione è molto proficua, ma in Giorgetto sta prendendo corpo il desiderio di indipendenza. Giugiaro il 7 febbraio 1967 fonda così la sua prima società, l’Ital Styling. Da freelance collabora ancora con la Ghia, ma si sta ormai preparando al grande salto: mettere a frutto un ben equilibrato patrimonio di professionalità in una sfida totale, una società di servizi per l’industria dell’automobile. Ecco l’ITALDESIGN.
Con il marchio ITALDESIGN, Giugiaro ha disegnato ufficialmente più di 200 modelli successivamente prodotti in serie, ma molti altri sono stati realizzati in segreto per le principali case mondiali. Tra le vetture più significative: le Maserati Bora, Merak e Quattroporte (1971-1976), le A.R. Alfasud, Alfetta GT/GTV e Alfasud Sprint (1971-1976), Lotus Esprit (1972), le Hyundai Pony, Stellar, Pony Excel, Presto e Sonata (1974- 1988), Audi 80 4000 (1978), BMW M1 (1978), De Lorean DMC 12 (1981), le Isuzu Piazza, Gemini- Spectrum e Gemini (1981-1984), Saab 9000 Turbo 16 (1984), le Seat Ibiza, prima e seconda serie (1984/1993), Malaga, Toledo, Cordoba e Cordoba coupé (1985-1995), le Renault 21 e 19 (1986/1988), Chrysler Eagle Premier (1987), ZCZ Florida (1988), Subaru SVX (1991), Lexus GS 300 (1993); le Daewoo Lanos 2 e 3 volumi, Leganza (1997), Matiz (1998), Magnus (2000), Kalos (2002) e Lacetti (2003); Daihatsu Move (1998) e Mira (2003). Giugiaro ha disegnato le vetture del nuovo corso Volkswagen degli anni ’70: Passat (1973), Scirocco (1974) e Golf (1974).
Per Lamborghini nel 2003 è stato presentato il modello Gallardo. La collaborazione con il Gruppo Fiat, iniziata nel 1975, ha portato alla creazione della nuova gamma Lancia, con Delta ("Auto dell’Anno 1980"), Prisma e Thema (1982/1984), e di Fiat Panda ("Compasso d’oro 1981"), Uno ("Auto dell’Anno 1984"), Croma (1985), Punto ("Auto dell’Anno 1995") e Punto cabrio (1993). Ha inoltre disegnato Fiat Palio, Palio Weekend e Siena nel 2000, Maserati 4200 GT e Maserati Spyder nel 2001, Fiat Palio, Fiat Siena, Fiat Palio Weekend, Fiat Idea , nuova A.R. 156 e nuova Fiat Punto.
Tra i prototipi di ricerca avanzata per vetture sportive meritano una citazione Bizzarrini Manta (1968), Volkswagen-Porsche Tapiro (1970), Maserati Boomerang (1972), Audi Karmann Asso di Picche (1973), Lotus Etna (1984), Ford Maya (1984), Aztec (1988), il progetto Nazca (1991-1993), Lamborghini Calà (1995), A.R. Scighera e Scighera GT (1997), W12 Syncro e Roadster (1997/1998), Aston Martin Twenty Twenty (2001). Come ipotesi innovative Lancia Medusa (1980), Lancia Orca (1982), Marlin (1984), Oldsmobile Incas (1986), Machimoto (1986), Jaguar Kensington (1990) e Lexus Landau (1994). Attenzione ai pressanti problemi ambientali rivelano le citycar Biga (1992) e Lucciola (1993), prototipi ibridi a trazione elettrica. Grande successo di critica ha ottenuto le Bugatti EB 112 (1993), le EB 118 (1998), 218 (1999) e 18/3 Chiron (2000). Giugiaro ha sviluppato negli anni il tema space wagon con l’A.R. New York Taxi (1976), la Lancia Megagamma (1978), Capsula (1982), Together (1984), Asgard (1988), Columbus (1992) e Structura (1998).
Al Salone dell’Auto di Ginevra edizione 2002, Giorgetto Giugiaro e Italdesign hanno presentato Alfa Romeo Brera, una due posti più due per bambini, con carrozzeria tutta in fibra di carbonio e con un potente motore anteriore centrale di otto cilindri a V a 90° da oltre 4.000 cm3 e 400 CV.
La vettura ha conquistato nel 2002 un ricco palmares di premi tra cui i più recenti ed importanti, sono i premi "Concept Car of the Year" e "Best Exterior Concept" della rivista internazionale Automotive News.
Al Salone dell’Auto di Ginevra del 2003, Giorgetto e suo figlio Fabrizio, Styling Director della Italdesign Giugiaro, hanno presentato la Chevrolet Corvette Moray e rappresenta l’omaggio che i Giugiaro hanno voluto dedicare ai cinquant’anni della Chevrolet Corvette, modello ormai assurto a vera icona della vettura sportiva americana.
All’edizione 2004, Giorgetto Giugiaro realizza in piena libertà Visconti, proposta per un’ammiraglia Alfa Romeo dall’architettura innovativa e anche industrialmente producibile. La Visconti nasce infatti su un evoluzione specifica della Premium Platform, la piattaforma che Alfa Romeo sta approntando per la nuova generazione della 156 e per la Brera coupé di produzione.
All’inizio degli anni ’90, Italdesign si trasforma in un Gruppo con la nuova ragione sociale Italdesign Giugiaro. La sede, che occupa una superficie complessiva di 42.000 metri quadrati, si trova a Moncalieri, in provincia di Torino, nel distretto automobilistico italiano. Il Gruppo conta oggi 1100 dipendenti con uffici in Italia e all’estero.
Giugiaro, divenuto ormai un personaggio pubblico, è chiamato in causa in campo internazionale a testimoniare la sua "visione del mondo", e non solo dell'auto e del design. Degni di menzione sono i suoi interventi alla International Design Conference di Aspen (Colorado) e di Congressi mondiali ICSID (International Council of Societies of Industrial Design) nell'83 a Milano e nell'89 a Nagoya, e la sua relazione sul futuro dell'automobile, presentata alle "Assises Mondiales de l'Automobile" di Parigi (1989).
Nell'85 Giugiaro è stato eletto al Comitato Direttivo dell'ADI (Associazione Italiana per il Disegno Industriale) ed ha tenuto un corso di design alla facoltà di Architettura di Torino.
Al di là delle presentazioni ai Saloni specializzati, Giugiaro, l’Italdesign Giugiaro e la Giugiaro Design hanno allestito mostre monografiche su invito di Musei e istituzioni internazionali: Roma, Parigi, Barcellona, Tokyo, New York, Detroit, Cordoba sono solo alcune delle città che hanno ospitato rassegne sull’attività di Giugiaro e del suo Gruppo.
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